Tra le nuvole e un prato, il cuore di Marta



Marta cerca pace. Dopo una settimana all'insegna di tanti impegni e attimi di confusione, interrotti solo dal profumo della moca su un fornello, prepara lo zaino, indossa gli scarponi da montagna e parte. É il cuore che sceglie la meta. Arriva all'imbocco del sentiero. Un'insegna in legno con una scritta in corsivo indica a quanto dista quella chicca naturale stretta tra le cime delle montagne. Inizia il suo cammino. Senza fretta. Assapora il profumo della resina dei pini, i fiori di acacia. Sente il ronzio delle api alla ricerca di nettare e in lontananza il gogoglio dell'acqua che si fa strada tra le rocce. Cammina e più procede, maggiore è la leggerezza dei problemi che sino a poco prima sembravano invalicabili.
Il percorso si fa sempre più ripido sino a che Marta arriva ad un prato ricoperto di splendidi fiori. Sono di colori diversi. Sono tutti spontanei ed è proprio la loro spontaneità che li rende unici e irripetibili. E in quel pomeriggio di primavera, in solitaria, dopo aver respirato a pieni polmoni, osserva il paesaggio, soffermandosi sui declivi e la fontana in pietra accanto ad una chiesetta: "ecco dov'è la felicità", pensa. "Tutti dovrebbero venire qui quando stanno affrontando un momento difficile". E così si siede sul prato. Chiude gli occhi e in quel momento assapora l'aria e il tempo quasi si ferma mentre osserva la serenità ritrovata del suo cuore. 

Questo breve istante di serenità viene immaginato tra le cime di Otro, in Valsesia.
Foto dal web 

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