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La storia del Passo alpino invalicabile

 «Allora, sei pronta?», chiede Odette alla ragazza mentre ritocca l’acconciatura. «Sì, ovvio. Aspetta di vedere come sono in ordine e poi c’è il figlio di Menì…» risponde al di là della porta Genuette. È il 25 giugno, il giorno della processione che da Formazza porta al Passo di San Giacomo e, da lì, verso il territorio del San Gottardo. Ogni anno i valligiani si incontrano e si ritrovano in un clima di festa, armonia e sorrisi. Ci si ritrova, c’è chi porta la fisarmonica e intona una melodia e chi balla. Ma qualcuno coglie anche l’occasione per bere un bel bicchiere di vino lontano da sguardi indiscreti. Oltre a essere il 25 giugno, però, è anche il 1610. Un anno davvero particolare, anche se nessuno, quella mattina, avrebbe potuto immaginarlo. Le popolazioni di Formazza, Bedretto e Gottardo si preparano per partire. Il sole fa brillare le acque dei laghetti alpini, mentre il vento porta lontano l’eco dei muggiti delle mucche e il tintinnio delle campane appese al collo dei capi d...

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